03/01/2010
Massimo Mucchetti
Corriere della Sera

Il dollaro resterà la moneta di riserva mondiale, nella quale è investita la gran parte delle ricchezze degli Stati e con la quale si fanno i prezzi delle materie prime e delle transazioni internazionali? Fino al 2008 la domanda sarebbe parsa stravagante. Con la Grande Crisi, non più.
A prospettare il superamento del dollaro è stato il banchiere centrale cinese che suggerisce la graduale adozione dei diritti speciali di prelievo, un paniere di valute gestito dal Fondo monetario internazionale (Zhou Xiachouan,
Reform the International monetary system, People's Bank of China, 23 marzo 2009). Un approccio più atlantico e conservatore viene ora da un centro nevralgico dell’America degli affari, la McKinsey, che si chiede se e quanto convenga avere la moneta di riserva (Richard Dobbs e altri,
An exorbitant privilege? Implications of reserve currencies for competitiveness, McKinsey Global Institute, dicembre 2009).