30/03/2012
Monica D'Ascenzo
Il Sole 24 Ore

Ruoyun Wang preferisce Sina Weibo a Twitter. D'altra parte il 90% dei suoi amici ha un account sul social network di microblogging cinese, che a fine 2011 ha superato i 250 milioni di utenti. E proprio su Sina Weibo (Xinlàng Weibó), nato solo nel 2009, hanno cominciato a debuttare anche le griffe internazionali come Louis Vuitton e Gucci, che in breve hanno raggiunto rispettivamente i 150mila e gli 80mila follower. Ma le nuove generazioni si confrontano anche su Dòubàn e YouQ, gli equivalenti di Facebook e Youtube, vere e proprie piattaforme di comunicazione a 360 gradi dove trovano spazio anche gli appassionati di moda e lusso che si confrontano, lanciano trend nuovi e si scambiano informazioni. Il 63% dei consumatori cinesi ha cercato informazioni su internet prima di concludere il proprio acquisto in negozio, secondo uno studio McKinsey & Company.
Il web non è solo fonte di informazione, ma anche vero e proprio strumento per gli acquisti. E lo dimostrano i dati dello scorso anno: nel 2011 lo shopping online dei beni di lusso ha superato i 10 miliardi di yuan (1,6 miliardi di dollari), secondo un report di iResearch. Un exploit inatteso: l'incremento è stato del 68% rispetto al 2010, mentre il tasso di crescita medio annuo stimato fino al 2015 è del 30% e porterà il mercato online del lusso a superare i 6 miliardi di dollari su un industria che varrà complessivamente oltre 370 miliardi di dollari contro i 326 miliardi stimati per gli Usa. I margini di sviluppo restano ancora ampissimi, se si considera che attualmente i beni di lusso contano solo per l'1,41% degli acquisti sul web e al 2015 dovrebbero raggiungere l'8%.
Ma chi acquista online? Giovani, che abitano nelle maggiori città del Paese, che spesso hanno studiato all'estero e hanno dunque una maggiore conoscenza dei brand, più sofisticati negli acquisti. Proprio come Ruoyun Wang, che da Shanghai è andata a studiare negli States e ha come passione dichiarata per i bei vestiti. «Nell'evoluzione dell'identikit del consumatore tipo per i beni di lusso in Cina ci aspettiamo che i giovani tra i 18 e i 35 anni arrivino a coprire il 50% degli acquisti» spiega Marco Francesco Mazzù, partner di McKinsey. «In particolare crescerà il numero di fashion fanatics, vale a dire di giovani che per comprare beni di lusso spendono oltre il 40% del proprio stipendio e che sono molto attivi sui social network, diventando dei veri e propri trendsetter».
Anche perché in Cina il passaparola sul web viene usato molto più che in altri Paesi. Dalla ricerca McKinsey emerge che prima dell'acquisto i cinesi consultano nel 53% dei casi i fashion blog (contro il 27% di americani e italiani) e nel 33% dei casi Xiaonei (contro il 26% degli americani e il 20% degli italiani che fanno ricerche su Facebook). Al primo posto come riferimento, comunque, restano i siti dei singoli brand.