19/09/2011
Sergio Bocconi
Corriere della Sera

In tutto una cinquantina di pagine, che saranno lette con attenzione dai grandi banchieri. L'ultimo rapporto della McKinsey sull'industria del credito si dedica alla ricerca e definizione di un «modello sostenibile» per il settore. Un modello cioè che riesca a garantire un'adeguata redditività dei capitale, con una riorganizzazione su tre vettori o direzioni strategiche. In sintesi le banche del futuro devono: essere «leggere», migliorando in modo radicale l'uso del capitale e riducendo in modo fondamentale gli attivi; tagliare i costi almeno del 25%; aumentare il valore aggiunto percepito e prezzato dei servizi alla clientela.
Il punto di partenza e lo stato dell'industria bancaria globale: nel 2010 i ricavi sono stati pari a 3.800 miliardi di dollari e i profitti sono saliti da 400 a 700 miliardi, poco più della metà nell'area Usa-Ue, crescita dovuta soprattutto al miglioramento delle perdite su crediti. Risultati che, senza considerare l'arrivo della crisi dei debiti sovrani, sono stati confermati nella prima metà dei 2011. La situazione mondiale viaggia però su un doppio binario: in Brasile e India i ricavi sono aumentati del 18-20%; nell'area Usa del 3%.