22/07/2009
Alessandro Merli
Il Sole 24 Ore

La notizia che le riserve ufficiali della Cina hanno superato i 2mila miliardi di dollari è l'ennesima indicazione di un progressivo spostamento del baricentro della finanza mondiale verso est. Le banche centrali asiatiche, assieme ai fondi sovrani dello stesso continente, e i paesi produttori di petrolio sono due dei power brokers, le nuove potenze della finanza mondiale identificate due anni fa dal McKinsey Global Institute. Gli altri due sono hedge fund e società di private equity.
Alla vigilia dello scoppio della grande crisi, il quartetto deteneva attività per 8.400 miliardi di dollari, più del triplo che nel 2000. Nell'euforia dell'epoca, McKinsey riteneva che potesse raggiungere entro il 2012 quota 15.200 miliardi, o addirittura, nella migliore delle ipotesi, 20.700. La devastazione dei mercati finanziari da parte della crisi ha travolto anche queste previsioni. In un nuovo rapporto, appena pubblicato, McKinsey osserva ora che, mentre a fine 2007 i quattro cavalieri della nuova finanza avevano asset per 12.700 miliardi, questa cifra, invece di aumentare, si era ridotta a 12.100 a fine 2008, con le perdite più pesanti accusate dagli hedge fund.