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Qui insegniamo a eliminare gli sprechi

ORGANIZZAZIONE - Si chiama lean production, produzione snella. E garantisce importanti incrementi di produttività. Ecco perché McKinsey e Confindustria hanno creato a Pordenone la prima fabbrica-scuola. Che funziona così...

06/07/2011
Ugo Bertone
Panorama Economy
Qui insegniamo a eliminare gli sprechi

A lezione di «lean production». O, per dirla con Maurizio Cini, presidene dell'Unindustria di Pordenone, all'università «che ti insegna a eliminare gli sprechi». Ma attenzione. McKinsey e la Confindustria di questo lembo del Nord-Est non hanno creato l'ennesima scuola, pur eccellente, in cui imparare nozioni da travasare nell'ambiente di lavoro.

No, a Pordenone la combinazione tra il know how di McKinsey e l'associazione degli industriali ha dato vita a una fabbrica-scuola vera e propria, dove le tute blu producono davvero. E l'allievo, che sia un imprenditore o un caporeparto, si trova alle prese con i problemi di una fabbrica vera: la Lean experience factory, dove fare esperienza delle tecniche di produzione lean (o antispreco) in un ambiente manifatturiero vero, compresa la logistica. Nell'attesa di allargare il progetto alla «lean experience office», ovvero la dimostrazione sul campo che le tecniche lean danno risultati straordinari anche in ufficio, compresa la Pubblica amministrazione. «La giunta provinciale di Pordenone» anticipa Cini «passerà da noi un'intera giornata a lezione di lean production».

«Non deve stupire» interviene Guido Meardi, partner McKinsey. «In Germania diverse banche e aziende telecom mandano i loro quadri a far pratica nelle nostre lean factories. È un ottimo approccio». Insomma, qualcosa di più di uno showroom della fabbrica moderna. Semmai, una scuola-cantiere a moduli, creata per chi non può perdertempo.

«Si parte» spiega Meardi «da una fabbrica poco produttiva, ma che a prima vista sembra in condizioni di efficienza accettabili. E, passo dopo passo, si sale sulla scala della produttività». E questo spiega perché certe esperienze non si possono fare in casa: un'azienda non può consentirsi di abbassare il livello di produttività di un reparto per una settimana per spiegare come si può migliorare. Ci vuole, insomma, una fabbrica apposta, dove i macchinari corrono sulle rotelle alla ricerca della maggiore efficienza degli impianti.

«Non è un mistero» commenta Ervino Riccobon, director McKinsey, «che l'Italia abbia un problema di produttività. Ma il tema rischia di passare in secondo piano nel dibattito sulla necessità di crescita del Paese, nonostante che il gap con l'Europa, 4.200 dollari di Pil pro capite, al 90% si spieghi proprio con la minore produttività».

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