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Un paio di numeri che i francesi dovrebbero ricordarsi prima di irridere l'Italia. Taccuino di dati per Sarkozy

Il debito (non soltanto pubblico) è lievitato più in Francia che in Italia, la forza economica del nostro paese sono risparmio e medie imprese innovative e competitive.

25/10/2011
Ettore Gotti Tedeschi
Il Foglio
Un paio di numeri che i francesi dovrebbero ricordarsi prima di irridere l'Italia. Taccuino di dati per Sarkozy

Al direttore - Lungi da questa riflessione fare dell’ottimismo, insensato di fronte a una situazione di crisi di tale intensità, ma una domanda s’impone: è proprio vero che l’Italia è più debole di altri paesi (in occidente) oppure è soltanto “diversamente debole”, ma non più degli altri? Obiettivo di questa riflessione è riabilitare l’esigenza di una visione più positiva del nostro paese (per quanto riguarda il debito), anche verso organismi con licenza di rating.

 

Cominciamo rivisitando il problema del nostro debito analizzandone la crescita e la composizione. Il debito pubblico italiano dall’inizio della crisi (2007) alla fine del 2009 è cresciuto di 14 punti percentuali, come la Germania, ma meno di altri paesi europei: la Francia è cresciuta di 21 punti, la Spagna di 28, l’Irlanda di 50, il Portogallo di 19, la Grecia di 23, il Regno Unito di 36 punti. È cresciuto meno del Giappone (41 punti) e degli Stati Uniti (30 punti, fonte: Imf, International Monetary Fund).

 

Potremmo dire che siamo stati rigorosi? È previsto poi, sempre dal Fondo monetario internazionale, che detto debito pubblico italiano, quale percentuale del prodotto interno lordo (pii) cresca dal 2010 al 2014 di sei punti percentuali (dal 118 per cento al 124 per cento del pii), un punto in più della Germania (cinque punti), ma meno della Francia (nove punti), del Regno Unito (undici punti), degli Stati Uniti (14 punti) e Giappone (18 punti).

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