Idee

Affitto o rivendo?

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D - la Repubblica

Chiara Tronville

Cambiare stile dà molta soddisfazione, ma nel 2019 accumuli e sprechi non sono più di moda. Così, anche il guardaroba può diventare "temporaneo".

Le ricerche parlano chiaro: se il mercato del resale di lusso supererà quello dei beni di circa il 3-6% entro il 2020 (fonte Berenberg Luxury Goods Report February 2018), il ciclo di vita di ogni prodotto è destinato a diventare elastico. Ad Antonio Achille, Global Head of Luxury di McKinsey, piace l'analogia con l'industria musicale: «Negli anni Ottanta si entrava in un negozio per comprare un supporto fisico, come un Lp o un cd. Lo si acquistava nella sua interezza e con la sequenza di canzoni decise dall'artista. Negli anni 2000 con Apple si scaricava solo la musica desiderata, possedendola ancora sul proprio dispositivo. Ora con Spotify si accede alla musica senza più possederla: sapere chi è l'artista è quasi indifferente, perché attraverso i dati viene proposta semplicemente la playlist più indicata per chi ascolta. Se trasportiamo l'analogia nella moda, nel tempo si è passati dal total look a un mondo digitale dove l'input della ricerca mette spesso in secondo piano anche il brand». (..)

Ci sarà una sfida finale possesso/accesso anche nella moda?

«Qualcosa di simile potrebbe accadere, i segnali nel ready-to-wear ci sono. Bisogna vedere in che termini. Fenomeni come Rent the Runway e Vestiaire Collective, che realizzano ricavi pari a 1 o 2 miliardi di euro, iniziano a essere rilevanti e sono sicuramente interessanti. A questo si unisce tutto il mercato degli scambi. Che ci sia spazio per una crescita direi di sì, assolutamente. Ma affinché diventi routine ci vorrebbe una trasformazione di valori», commenta Achille. (..)