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AUTO: il business dei Big Data

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Giacomo Corvi

La connettività delle vetture porterà alla creazione di un'enorme quantità di dati. Un rapporto di McKinsey & Company analizza le opportunità connesse all'utilizzo di queste informazioni: un mercato interessante, anche (e soprattutto) per le compagnie.

Secondo uno studio di McKinsey & Company intitolato Monetizing car data l'uso dei big data potrebbe generare un giro d'affari globale compreso fra i 450 e i 750 miliardi di dollari entro il 2030.

"La connettività embedded - spiega Michele Bertoncello, partner di McKinsey - è installata in circa il 30% delle nuove vetture. Noi ci aspettiamo che entro il 2020 questa quota possa collocarsi fra il 70% e l'80%". Lo stesso vale per la connettività aftermarket, dove si contano soluzioni dongle o black box sempre più affidabili, economiche e diffuse. Più in generale, si stima che il numero di veicoli connessi a livello globale sia intorno ai 30 milioni, con la fondata possibilità che il dato lieviti a oltre 85 milioni entro il 2020." (..)

Piero Gancia, partner di McKinsey specializzato nel settore assicurativo, ricorda come scatole nere, polizze pay as you drive e pay how you drive, e la citata emergency call, siano strumenti già ampiamente diffusi sul mercato: il perfezionamento delle tecniche di raccolta dei big data, secondo Gancia, non farà altro che affinare le potenzialità di queste soluzioni. "Le coperture contro gli attacchi informatici costituiscono una linea di business in forte crescita in molti settori - spiega Gancia -. Le soluzioni in ambito motor sono ancora a uno stadio emergente ma presentano un elevato potenziale anche in funzione della futura diffusione dei dispositivi adas". (..)