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Banche, 90 miliardi a rischio

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MF

Luca Gualtieri

Secondo McKinsey peseranno la debole crescita economica, i tassi ridotti e lo shock digitale. Per resistere non basterà tagliare e ristrutturare, ma servirà una trasformazione del modello di business.

Nel 2016 le banche italiane si sono concentrate per lo più su problemi contingenti: pulizia degli attivi, rafforzamento del patrimonio, taglio dei costi e alcune operazioni di sistema sono stati i motivi conduttori dell'anno quasi concluso. La necessità di gestire l'emergenza ha insomma messo in ombra la principale sfida dell'industria bancaria globale, cioè la cosiddetta digital disruption. In sostanza, la concorrenza dei colossi del fintech rischia di erodere molto i ricavi del settore creditizio in una fase economica già di per sé molto critica. Il quadro è offerto da McKinsey (..) Secondo la società di consulenza i prossimi quattro anni saranno una fase molto critica per il settore, visto che la debole crescita economica e i bassi tassi di interesse sui mercati maturi continueranno a erodere i ricavi delle banche europee, mettendo a rischio profitti per 35 miliardi di dollari. Combinato con gli effetti della rivoluzione digitale, in Ue e Regno Unito questo fenomeno entro il 2020 potrebbe ridurre i profitti da 110 a 50 miliardi di dollari e ridurre il già basso roe dal 3-4% attuale all'1-2%. (..)