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CAR DATA: una rivoluzione nel settore automotive

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McKinsey Italia

Gianluca Camplone, Michele Bertoncello, Cristina Bellini

I dati generati dai veicoli stanno trasformando il settore dell’auto, offrendo straordinarie opportunità al business e vantaggi concreti agli automobilisti.

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Nel settore automotive quello che fino a poco tempo fa era fantascienza oggi è realtà. La rivoluzione digitale sta trasformando l’intero settore e i dati generati dalle auto stanno diventando una miniera di valore per il business e gli automobilisti.
Gianluca Camplone e Michele Bertoncello, rispettivamente Senior Partner e Partner McKinsey, in questa intervista condotta da Cristina Bellini di McKinsey illustrano le opportunità che si stanno aprendo e come prepararsi a coglierle.


Cristina Bellini: Il mondo dell’auto sta vivendo una profonda trasformazione. Quali sono i trend che stanno ridisegnando il settore?

Gianluca Camplone: Quattro trend, tutti caratterizzati da una forte componente tecnologica, stanno guidando la trasformazione del settore automotive: auto elettrica, connettività, guida autonoma e nuove forme di mobilità (Figura 1). Dalle analisi che abbiamo condotto risulta che nel 2030, nelle principali aree metropolitane mondiali, il 30% delle nuove auto vendute potrebbe essere elettrico, il 15% a guida autonoma e il 10% usato in condivisione. La connettività è già adesso un tema di grande rilevanza per i clienti, tanto che più del 40% degli automobilisti si dichiara disposto a cambiare marca di auto in cambio di maggiore connettività.

Figura 1

  disruptive trends new

Cristina Bellini: L’evoluzione delle tecnologia digitale sta portando un certo grado di disruption in tutti i settori industriali. Come sta reagendo il mondo dell’automotive?

Michele Bertoncello: Nel settore automotive è in corso una vera e propria rivoluzione - forse la più grande nella storia dell'automobile - che sta cambiando il modo di progettare, di produrre e di vendere le auto. Ma c’è di più: il digitale sta influenzando anche il modo in cui i clienti interagiscono con il veicolo e la concezione stessa di mobilità. Basti pensare a quanto Uber e tutti i recenti servizi di shared mobility dipendano dalle relative app e dall’ingaggio del cliente attraverso i canali digitali. Si tratta di una trasformazione radicale: chi non si adegua al nuovo corso rischia di diventare rapidamente obsoleto e uscire dal mercato.

Cristina Bellini: Con l’aumentare della loro diffusione le auto connesse renderanno disponibile un’enorme quantità di dati. Quali opportunità si aprono per il settore?

Gianluca Camplone: Le opportunità sono davvero enormi. Secondo le nostre stime i dati forniti dalle auto possono generare un mercato addizionale annuo da 450 a 750 miliardi di dollari nel 2030 (Figura 2). Questo mercato sarà principalmente basato sull’uso dei dati e sull’impiego di big data e advanced analytics per offrire nuovi servizi e feature alle vetture, ridurre investimenti e costi operativi e migliorare la sicurezza dei guidatori e dei passeggeri.

Figura 2

car data market new

Cristina Bellini: La quantità di dati disponibili è destinata a crescere in modo esponenziale. Ma gli automobilisti saranno disposti a condividerli?

Gianluca Camplone: Sarà sempre più importante costruire e mantenere la fiducia dei clienti, garantendo la massima cautela nel gestire le informazioni di cui si viene in possesso. I clienti non gradiscono la vendita dei loro dati, ma sono disponibili a condividerli se risultano funzionali all'applicazione o al servizio che li genera, e se è chiaramente percepibile il vantaggio che ne deriva. Una nostra analisi recente rivela che oltre il 70% degli automobilisti è disposto a dare accesso ai propri dati personali a specifiche applicazioni in cambio di servizi ritenuti di valore.

Cristina Bellini: Di quali vantaggi potranno godere gli automobilisti?

Michele Bertoncello: I vantaggi sono numerosi e si potrebbero racchiudere in quattro aree: sicurezza, comodità, risparmio di tempo e riduzione di costi (Figura 3). Già oggi diversi costruttori auto offrono la “navigazione connessa”, ovvero la possibilità di avere mappe e traffico aggiornati in tempo reale nel sistema di navigazione; è un servizio di grande comodità per i clienti, che consente di ridurre il tempo necessario a raggiungere la destinazione. Nel futuro, dati provenienti in tempo reale da una vettura incidentata potrebbero aiutare le squadre di soccorso ad avere un quadro preciso della situazione ancor prima di giungere sul posto, ad esempio comunicando quanti passeggeri sono coinvolti, la severità dell’impatto e magari anche trasmettendo un video feed della zona dell’incidente. Questo ovviamente migliorerebbe la capacità di prestare soccorso in maniera tempestiva ed efficace.

Figura 3

benefits for customers

Cristina Bellini: Come si devono muovere le aziende del settore per beneficiare dei nuovi trend tecnologici e trarre vantaggio da questa enorme mole di dati?

Gianluca Camplone: Per iniziare concretamente a monetizzare i dati generati dalle auto è importante seguire alcuni principi chiave. Innanzi tutto è necessaria una forte ambizione da parte del top management , che deve guardare avanti e crederci, non potendo testare oggi sul mercato servizi che i clienti non conoscono ancora. E poi occorre focalizzare gli sforzi su specifici use case e applicazioni, essere aperti a utilizzare soluzioni IT “ponte” per accelerare lo sviluppo degli use case futuri, creare un ecosistema di partner tecnologici forti e costruire un team dedicato alla monetizzazione dati con un approccio agile (Figura 4).

Figura 4

  pragmatic recommendations new

Cristina Bellini: E quali sfide si prospettano?

Michele Bertoncello: Gli attori coinvolti dovranno affrontare alcune sfide importanti: creare una customer value proposition efficace, identificare il modello di business più adatto, far leva sulle tecnologie e sulle regolamentazioni e, inoltre, dotarsi della struttura organizzativa e delle competenze necessarie. Per le aziende italiane sarà particolarmente critica la sfida inerente ai “talenti digitali”: la capacità di attrarre, sviluppare e trattenere professionisti in ambito data analytics, programmazione software e servizi digitali diventerà un vero discrimine fra i player di successo e i follower. Altrettanto importante sarà la capacità di creare partnership con i giganti del settore high tech e con le startup più promettenti per avere accesso alle tecnologie più innovative. In questo caso, la sfida per le aziende italiane sarà individuare i migliori partner su scala globale e riuscire a stabilire un modus operandi comune per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Cristina Bellini: In un contesto così sfidante, chi vincerà la partita?

Gianluca Camplone: L'innovazione tecnologica porterà a una naturale selezione dei player del mercato. Le aziende del settore automobilistico oggi si trovano di fronte a un profondo cambio di scenario guidato dal digitale e dai servizi “connessi”, ma molti di loro hanno iniziato solo da poco a sviluppare servizi e prodotti in grado di estrarre valore da questa straordinaria miniera di dati. La capacità di adattarsi alla sfida e di trasformare il proprio modello di business farà la differenza. Per le startup digitali, invece, questa rivoluzione rappresenta da subito una grande opportunità di ottenere rapidamente visibilità globale e beneficiare di collaborazioni di alto livello sin dalle fasi embrionali della propria storia imprenditoriale. Le opportunità sono molte, ma chi saprà agire tempestivamente ne risulterà sicuramente avvantaggiato.

 

Autori

Gianluca Camplone è Senior Partner nell’ufficio McKinsey & Company di Chicago; Michele Bertoncello è Partner nell’ufficio McKinsey & Company di Milano, dove Cristina Bellini è Digital Communications Manager.