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Credito al consumo e startup: la lezione svedese

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AziendaBanca

A.G.

Innovation hub - McKinsey | Le banche generaliste, nella maggior parte dei paesi europei, controllano almeno il 70% del mercato del credito al consumo: una voce importante nei loro conti economici. C’è un'eccezione: la Svezia. Qui player specializzati e digitali hanno saputo conquistare il mercato: vediamo come.

Una digital experience totalmente digitale, grande importanza alla fase di ingaggio del cliente e un modello operativo snello, basato sui dati. È la ricetta di successo dei player specializzati nel credito al consumo nella "eccezione svedese", al centro di un report di McKinsey dal titolo "Disruption in European consumer finance: Lessons from Sweden" (..) Il senso del report è chiaro: in quasi tutti i mercati europei, le realtà indipendenti specializzate nel credito al consumo rappresentano meno del 30% del mercato. In Svezia, invece, hanno ribaltato la situazione, grazie al digitale.

«Il mercato del credito al consumo - premette Alessio Botta, Partner di McKinsey & Company - è uno dei più interessanti per il sistema bancario. A livello europeo i volumi stanno crescendo, con un margine di interesse in lieve recupero e una riduzione importante del costo del rischio, sceso a una media di 130 bps. In Svezia, e nei Paesi nordici in generale, è tra i 50 e i 100 punti, mentre nell'Europa meridionale tocca i 200. Queste forti differenze geografiche influenzano significativamente i possibili modelli di business». (..) «Pensiamo alla penetrazione dei pagamenti digitali - spiega Botta - che supera l'80% in Svezia: ogni transazione elettronica offre opportunità di cross-selling per il credito al consumo, nell'ambito ad esempio dell'e-commerce. (..) «La strategia utilizzata è quella classica degli attacker digitali - commenta Botta - cioè modelli di business snelli e focus sull'esperienza utente. Si parte da nicchie di clientela poco servite, o non servite affatto, dagli attori tradizionali, e poi ci si espande sul resto del mercato». (..)