Idee

Il lavoro post covid

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Corriere della Sera - Sette

Rita Querzè

Adesso si fa sul serio. Ma a chi conviene tra capi, dipendenti e aziende?

Lo smartworking piace ai dipendenti che si sentono più liberi di conciliare le esigenze della famiglia con quelle del lavoro e piace alle aziende che risparmiano e aumentano la produttività. Ma qualcuno che ci perde c'è. Sono i quadri e i dirigenti con ruoli intermedi. Se il dipendente si organizza da solo, il ruolo del capo cambia completamente. Interessante su questo fronte una indagine condotta a metà aprile da McKinsey su circa 5.000 lavoratori del settore dei servizi. (..) «Non c'è dubbio, la figura del manager è stata messa particolarmente sotto stress da questa nuova organizzazione. Ma non ha perso centralità. Anzi. Il dirigente deve avere sempre le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere e i tempi necessari per portare a casa il risultato visto che non può organizzare da vicino il lavoro dei collaboratori», osserva Enrico Lucchinetti, senior partner McKinsey. (..) Nel mondo delle imprese, poi, non è passata inosservata una sentenza del tribunale federale svizzero. In pratica il giudice ha stabilito che i costi di produzione del dipendente in smartworking debbano restare a carico del datore di lavoro anche se il dipendente lavora da casa. (..) «Non si possono lasciare le aziende nell'incertezza di dover gestire contenziosi di questo tipo», dice Federico Marafante, partner di McKinsey. «Certi aspetti andrebbero forse chiariti, a tutela di tutti, dipendenti e imprese». A monte, il problema è che lo smartworking funziona se è basato su un rapporto di fiducia reciproca. (..)