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Internet delle cose e cybersecurity le aziende temono la rivoluzione

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Affari & Finanza

Veronica Ulivieri

Secondo una nuova ricerca di McKinsey gli operatori non sono preparati alla trasformazione in corso e se non sapranno dare risposte adeguate rischiano di soccombere anziché godere dei benefici.

L'internet delle cose, l'elettrificazione di interi settori a partire dalla mobilità, l'intelligenza artificiale. E poi i modelli di business guidati dall'alto grado di connettività dei sistemi e la cybersecurity. Per l'industria mondiale, i prossimi cinque anni saranno più dirompenti dei venti passati. Queste diverse tendenze integrate tra loro e in grado di cambiare nel profondo l'economia e il tessuto produttivo, infatti, dispiegheranno la loro influenza su tutti gli operatori, nessuno escluso. Operatori che però, dice una nuova ricerca di McKinsey, non sono preparati alla trasformazione in corso, e se non sapranno dare risposte adeguate rischiano di soccombere anziché godere dei benefici che questa rivoluzione fa intravedere. Per disegnare un quadro articolato della situazione, la società di consulenza ha intervistato 300 manager di diversi settori industriali: di loro, l'85% ha visto un cambio significativo sul fronte della rapidità e della scala delle trasformazioni rispetto all'andamento dei decenni passati. In ballo ci sono vantaggi importanti: solo rispetto all'internet delle cose, l'impatto economico annuale generato dalle sue applicazioni varrà oltre 11 trilioni di dollari entro il 2025, mentre da qui a sette anni le vendite di veicoli elettrici sono destinate a crescere del 25-30% l'anno. «Le dimensioni della torta intera stanno crescendo», sintetizza il report, «ma devi combattere per prenderti la tua fetta». (..)