Idee

McKinsey , la moda verso una digitalizzazione della supply chain

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MF fashion

Federica Camurati

Secondo la società di consulenza, il supporto della tecnologia sarà fondamentale per preservare il Made in Italy ed evitare l'ipotesi di off-shoring. Il rischio è perdere il 67% delle imprese.

Se per il momento è ancora difficile fornire previsioni a livello finanziario circa l'impatto del covid-19 sul settore moda, quel che sembra essere certo è che questa crisi potrebbe condurre a una serie di cambiamenti positivi nel comparto. (..)

«Il settore moda è stato colpito duramente dall'inizio della pandemia a oggi. Facendo una valutazione borsistica ha perso il 25%, mettendo in crisi soprattutto i department store e i marchi indipendenti», ha spiegato a MFF Antonio Achille, senior partner e global head of luxury di McKinsey. «Da un punto di vista di fatturato, secondo lo studio condotto, a fine 2020 i segmenti gioielleria e orologeria risulteranno i più colpiti. Per l'abbigliamento si stima una perdita tra il 30 e il 40% rispetto al 2019. Leggermente meglio pelletteria e accessori (-20/30%) e cosmesi (-15%). Per fare un bilancio della crisi è ancora presto, ma è già chiaro che alcuni fondamentali del settore sono impattati». A partire dalla forte accelerazione del digital. Da un'indagine condotta in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Usa, è risultato che un 24% dei consumatori ha usato per la prima volta il canale online e, di questi, il 76% si è dichiarato soddisfatto. È quindi atteso un aumento significativo degli acquisti online dopo la crisi, anche se l'80% è interessato a tornare ad acquistare nei punti vendita fisici. È inoltre fondamentale che le aziende italiane mettano la digitalizzazione al centro del proprio business model. (..)