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McKinsey: "Qualità prezzo e skill tecnici così crescono i clienti"

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Affari & Finanza

Mariano Mangia

In un’indagine realizzata per l’evento che si terrà nella capitale sono stati ascoltati gli utenti, i professionisti e i vertici delle società dell’asset management: emergono significativi risultati su quali criteri vengono adottati nell’individuazione del gestore.

Per Cristina Catania, partner della società di consulenza McKinsey & Company, l'industria dell'asset gathering, non solo in Italia, ma anche a livello europeo, sta vivendo e vivrà un profondo cambiamento per effetto di una molteplicità di fattori. Non c'è solo una nuova regolamentazione, ci sono forze che dispiegano i loro effetti nel medio-lungo termine e ce ne sono altre più contingenti. «Ci siamo chiesti in che modo tutti gli attori che fanno parte del mondo del risparmio gestito e dell'asset gathering in senso più ampio percepiscono questo momento e le prospettive di cambiamento», spiega Catania. Per avere una risposta sono stati ascoltati i clienti, un campione di consulenti finanziari, operatori di asset management ed è stato incontrato il top management delle principali reti di consulenza finanziaria. Cosa emerge da questa indagine che verrà presentata nel convegno inaugurale di ConsulenTia18? «Un aspetto importantissimo che abbiamo osservato è che nella scelta della banca di riferimento il prezzo è il primo attributo che la clientela considera, anche quella affluent o quella specifica delle reti di consulenza». Dalle risposte fornite si osserva che, nella scelta dell'intermediario, altri due attributi molto significativi per la clientela delle reti sono il brand e, a seguire, la qualità, la figura del consulente. (..)