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McKinsey, scatta l'ora del silent luxury

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MF fashion

Alice Merli

«La crisi porterà il consumatore a privilegiare brand che investono in craftmanship e sostenibilità», ha spiegato a MFF Antonio Achille, senior partner della società di consulenza. Che ha presentato insieme a Cnmi e a Pitti immagine un report sugli scenari post Covid-19. Previsto un calo delle vendite fino a 110 miliardi nel 2020.

Inizia a delinearsi l'impatto sul comparto moda e lusso causato dalla pandemia globale da covid-19. Lo scenario, come si poteva presumere, non è dei migliori, ma ci sono alcune basi già in evoluzione che renderanno possibile una tenuta del business. Il webinar «A perspective for the luxury-goods industry during and after coronavirus» presentato ieri da McKinsey & Company insieme a Cnmi-Camera nazionale della moda italiana e Pitti immagine ha fatto luce sul report ideato dal gruppo di consulenza «Emerging with strength in luxury's "next normal"», che ha interpellato oltre 1.000 acquirenti del lusso tra Stati Uniti ed Emea e 80 amministratori delegati. «Ci aspettiamo una fascia media di contrazione dal 15 al 40% nel 2020», ha sottolineato Antonio Achille, senior partner e global head of luxury di McKinsey & Company. «Ogni categoria però ha accusato in modo differente. La cosmetica (10-30%) e il segmento pelle e accessori (15-35%) sono andati meglio, soprattutto perché gli store hanno riaperto e le persone hanno iniziato ad acquistare articoli come piccole borse, e a fianco l'online durante il lockdown è stato un buon canale di finanziamento». (..)