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Per McKinsey la moda sta scoprendo il nearshoring

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MF fashion

Chiara Bottoni

Secondo McKinsey, avvicinamento della produzione, automazione e sostenibilità saranno i tre pilastri che sosterranno un’industria sempre più guidata dalla domanda dei consumatori.

Nearshoring, automazione e sostenibilità sono le tre parole chiave che guideranno l’evoluzione dell’industria dell’abbigliamento nei prossimi anni. A evidenziarlo è il report di McKinsey Is apparel manufacturing coming home?, che ha sottolineato l’importanza di evolvere verso un modus operandi guidato dalla domanda.

«Il sistema è radicalmente cambiato rispetto a qualche anno fa, quando i cicli della moda erano meno esasperati», ha raccontato a MFF Antonio Achille, senior partner global head of luxury di McKinsey. «Oggi speed to market e in-season reactivity sono elementi indispensabili per mantenere competitività in uno scenario incentrato sulla domanda di un consumatore abituato ad auto-crearsi i trend. Ecco perché nearshoring e automazione saranno due chiavi di lettura importanti, destinate a nutrirsi a vicenda, come due facce di una stessa medaglia. L’automazione dei processi produttivi su più fronti, dalla prototipia al disegno 3D, permette infatti di abbassare i costi del lavoro, rendendo di fatto possibile un avvicinamento della produzione. Questo fenomeno porta con sé, di conseguenza, una velocizzazione dell’intera supply chain e un miglioramento in termini di sostenibilità della produzione. Ecco perché le tre parole chiave del futuro dell’apparel sono nearshoring, automation e sustainability». (..)