Idee

Rebranding diversity

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Advisor

Marcella Persola

Sponsorizzazione e sostegno, potrebbero essere queste le leve sulle quali puntare per evitare la disparità ancora oggi presente nella promozione tra uomini e donne nell'industria finanziaria.

McKinsey ha realizzato insieme a LeanIn.org - fondazione non profit di supporto alle donne co-fondata dalla coo di Facebook Sheryl Sandberg - il report Women in the Workplace, che analizza il tema della gender diversity in ambito lavorativo. (..) Abbiamo chiesto a Cristina Catania, partner di McKinsey & Company quali misure pratiche l'industria potrebbe adottare per sostenere la mobilità femminile e accelerare i progressi.

Qual è la situazione delle donne nell'industria finanziaria oggi? Si è riusciti a sfondare il soffitto di cristallo oppure è ancora presente?

La gender diversity nel settore dei servizi finanziari è un tema su cui le aziende sono sempre più impegnate: in Nord America, oltre il 90% delle società del comparto che abbiamo intervistato afferma di impegnarsi attivamente a favore della diversità di genere. A questo si aggiunge il fatto che le donne rappresentano oltre la metà della forza lavoro entry-level e il loro numero ai vertici delle aziende continua a crescere, seppure lentamente. Nonostante ciò, c'è ancora molto da fare. Basti pensare che meno di una posizione di livello C-suite su cinque (19%) è occupata da donne, un tasso inferiore alla media di tutti i settori (22%) negli USA. Dai dati a nostra disposizione risulta inoltre che le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini lungo tutto il corso della propria carriera: ad esempio, all'inizio del percorso professionale, la prima richiesta di promozione delle donne ha il 24% di probabilità in meno di venire accettata rispetto alla controparte maschile, anche se i tassi di richiesta sono simili. Inoltre, oltre il 50% delle donne intervistate, caratterizzate da un elevato livello di seniority e una qualifica di vice-president o superiore, credono di aver perso delle opportunità a causa del loro genere, rispetto al 10% dei loro coetanei maschi. (..)